Puntata del 11/03/2007


Gigliola, Franco Di Mare e Sonia Grey introducono il tema della puntata: l'anoressia.

Gigliola: "L'anoressia è una malattia drammatica che colpisce soprattutto le donne."

"Ci interroghiamo su questa malattia, su cosa nesconde ma anche su noi stessi e i nostri modelli di riferimento."

"Ne ha parlato anche il Presidente della Repubblica durante l'8 marzo ed è stato un intervento molto importante."

Franco e Sonia salutano il pubblico e lasciano spazio a Gigliola nella conduzione del suo spazio.

Prima di cominciare Gigliola lancia il filmato con il riassunto delle principali notizie della settimana.

Parte la sigla e inizia il programma vero e proprio.

Gigliola inizia intervistando Stefania Donelli, ex pallavolista della nazionale italiana e vittima dell'anoressia.

Donelli: "Tutto è iniziato quando i miei genitori si sono separati e la storia col mio ragazzo è finita."

"All'inizio mi sembravano eventi sfortunati ma normali, cose che potevano succedere. C'era anche chi stava peggio."

"Invece piano piano sono cascata nel vortice, quasi senza rendermene conto. Non volevo più sentire niente."

Gigliola: "Quanti chili hai perso?"

Donelli: "Ho perso quasi venti chili nel giro di un anno o poco più arrivando a 40 chili. Sono alta 1,80 m."

"Rifiutare il cibo era un modo di controllare quello che succedeva fuori di me e non dipendeva da me."

Gigliola: "Tu eri cosciente? Sapevi dove volevi arrivare? Avevi il controllo della situazione?"


"Oppure piuttosto credevi di avere il controllo mentre in realtà lo stavi perdendo?"


Donelli: "L'anoressia è una malattia subdola. Ti lascia cosciente e ti dà una finta razionale illusione di normalità."

Gigliola: "Ti ritieni guarita?"

Donelli: "Mi ritengo sulla buona strada. Lotto per andare avanti, fiera di farlo e senza vergogna di dirlo."

Gigliola chiede al prof. Franco Piccini, medico: "Ci sono responsabilità che riguardano tutti per questa malattia."

Piccini: "Certamante è una malattia di natura psicologica. Un gene dell'anoressia non è mai stato scoperto."

Eva Crosetta fornisce alcuni dati sul fenomeno: "In Italia ci sono 3.000.000 di anoressici e solo uno su tre guarisce completamente."
Piccini: "Ci sono fattori psicologici legati al desiderio di fuggire dalla realtà, di proteggersi, di costruirsi un proprio mondo."

"Ci sono poi indubbiamente anche fattori sociali e familiari, una pressione sociale percepita come eccessiva."

Gigliola chiede a Rosanna Cancellieri, giornalista: "Quali sono secondo te questi fattori sociali su cui si deve intervenire?"

Cancellieri: "Se guardi la TV o il cinema l'universo femminile, con poche eccezioni, è fatto di donne magre e snelle."
Gigliola: "Ma è una prerogativa solo femminile? Sembra che agli uomini le magre non piacciono così tanto."
Cancellieri: "Per loro si dice 'Omo de panza, omo de sostanza', così sono al riparo anche dal sovrappeso."

"Se poi ascoltiamo i nostri amici uomini scopriamo che a loro non piacciono le stramagre."

Gigliola: "É un gusto delle donne che in questo dimostrano anche poco amore verso se stesse."

Cancellieri: "É una mortificazione del corpo femminile, una mortificazione della femminilità."
"La curva femminile è l'essenza stessa della femminilità."

"Sembra che il desiderio maschile sia legato a una mortificazione del corpo femminile e non è vero."

"Noi non siamo desiderabili quando siamo sottili, siamo disinnescate per le nostre amiche."

"Forse ci accettiamo un po' di più, ma ne vale davvero la pena?"
Gigliola: "Abbiamo anche paura forse del rapporto con l'altro e col maschio?"

Fabrizio Duranti, esperto di metabolismo: "I casi di anoressia sono diversi. Chi rifiuta il cibo ha un malessere psicologico."

"Non sente gli stimoli della fame. Non desidera dimagrire, vuole soltanto anestetizzarsi, annullarsi.

"Questo è diverso da chi segue un modello e, pur con gli stimoli della fame, vuole essere magra e vomita per farlo."
Gigliola e Rosanna seguono il racconto di Duranti con attenzione: "Sono casi che mi capitano spesso in studio."
"Una ragazza una volta mi ha detto 'Un'amica mi ha insegnato a vomitare'."

"'Quando ho imparato, ho sentito di aver risolto i miei problemi'."

"'Solo dopo ho capito che lì cominciavano invece i problemi.' Questo è un esempio classico."
Anche Stefania segue con attenzione il racconto.

Gigliola: "Esiste un identikit dell'anoressica? C'è un segnale per far capire ai genitori a cosa fare attenzione."
Piccini: "Un identikit non c'è. Sono persone forti, capaci di reagire con determinazione maniacale."

"Utilizzano questa determinazione per sopprimere uno stimolo di fame che comunque rimane e poterlo gestire."

Sullo schermo vengono visualizzati i sintomi più classici dell'anoressia.

Gigliola domanda a Stefania Donelli: "Puoi confermarceli? E soprattutto che si è accorto che tu stavi male?"

Donelli: "Si. Solo io me ne sono accorta. L'anoressico tende ad allontanare tutti coloro che vogliono aiutarlo."

Gigliola chiede a Rosanna Cancellieri: "C'è una colpevolizzazione delle famiglie in questo. Che ne pensi?"
Cancellieri: "Sono rimasta molto colpita da una delle vostre frasi slogan ' quella disperata fame d'amore'."
"Indubbiamente c'è un disagio che riguarda la famiglia e c'è quasi un abbandono, una solitudine."

"Bisognerebbe avere il coraggio di intervenire subito e portare la ragazza da uno psicoterapeuta."

"Il ricorso alla psicoterapia in famiglia fa ancora paura, viene interpretato come un fallimento."

Gigliola: "Il malato fugge dal 'sentire'. Bisogna che chi sta intorno non faccia la stessa cosa."

"Ci interroghiamo sul nostro atteggiamento verso questa malattia con le parole di Valeria Braghieri."

Braghieri: "Non sempre la vita ci concede un motivo per andarcene. Non andiamolo a cercare in una sfilata di moda."

Donelli: "É vero, la commiserazione non serve a chi soffre, ma altrettanto deleteri sono i rimproveri a muso duro."

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