Puntata del 06/07/2006


Gigliola introduce il tema della puntata: l'ambiente: "Un tema che riguarda non solo la salute dei cittadini ma anche le scelte energetiche, l'economia, lo sviluppo."

"Basta guardare la bolletta dell'elettricitá per capire quanto oggi l'energia sia costosa. Ma sentiamo l'opinione di Alessandro Ovi."

Ovi: "Parlare di energie rinnovabili come operazione d'immagine significa non vedere il cambiamento climatico e il petrolio che va verso i 100 $ a latta."

"Bisogna uscire dall'economia del petrolio e dedicarsi alle energie rinnovabili su cui non siamo molto avanti perché la politica non ha aiutato nel modo giusto."

Il servizio prosegue raccontando l'esperienza del Comune di Varese Ligure, primo comune europeo certificato per l'ambiente.

Il sindaco Michela Marcone dice: "L'UE ha premiato il Comune nel 2003 perché ha ritenuto le sue politiche ambientali le migliori a livello di comunitá rurale."

L'ass. Maurizio Caranza dice: "Ci sono quattro mulini a vento che producono energia eolica per 6.000 persone. Abbiamo puntato tutto sull'ambiente, il nostro mare."

Gigliola introduce quindi l'ospite, Chicco Testa, e chiede:"Perché l'occidente, che ha tecnologie molto avanzate, dá segno di continuare a non credere alle energie alternative?."

Testa: "Non é un problema di crederci o non crederci, ma di convenienza. Fare di piú per le energie rinnovabili fino a ieri significava pagare di piú l'energia elettrica."

"A questo punto se il petrolio dovesse andare davvero verso i cento dollari al barile le enegie rinnovabili diventano invece veramente convenienti."

Gigliola: "Bisognava consumarlo prima tutto questo petrolio?"

Testa: "No, ce n'é ancora di petrolio."

Gigliola: "Dopo una lunga militanza verde lei ha avuto incarichi di prestigio nel settore dell'energia. Crisi d'identitá? Qualche imbarazzo? "

Testa: "Penso che non si possa stare sempre da una parte del tavolo a dire le cose che non vanno bene ma si debba anche passare dall'altra parte e risolverle."

Gigliola: "Quindi l'esperienza precedente é stata indispensabile per questo passaggio?"

Testa: "Certamente utile per capire come la pensa chi sta dall'altra parte e quindi per non sottovalutare mai le esigenze e le preoccupazioni del cittadino."

Gigliola: "L'esempio di Varese Ligure si puó applicare alle grandi cittá?"

Testa: "Ci sono sicuramente cose che si possono fare. A partire da quello che chiamiamo tecnicamente uso razionale dell'energia o risparmio energetico. "

"I due termini in realtá sono un po' diversi. Uso razionale dell'energia significa, ad esempio, avere una macchina che, a paritá di motore, fa 20 Km con un litro e non 10."

"Ci sono poi in commercio macchine ibride che funzionano sia con il motore a scoppio che con il motore elettrico."

Gigliola: "Ma non sono trent'anni che se ne parla? Perché si aspetta sempre?"

Testa: "Adesso ci sono. Negli USA ha molto successo una macchina ibrida della Toyota che é stata sposata anche dai divi di Hollywood piú sensibili all'ambiente."

Gigliola: "Proposte e progetti ce ne sono stati tantissimi..."

Testa: "Anche i progressi sono stati moltissimi. Lo si vede comparando i consumi delle automobili di vent'anni fa con quelli delle automobili di oggi."

Gigliola: "Ma non le pare che ci sia qualcosa che freni?"

Testa: "Non credo, onestamente. Tutto ció che é conveniente il mondo lo fa. Escluderei le teorie complottistiche su interessi nascosti."

"Ci sono indubbiamente interessi importanti che si combattono ma se una cosa migliora la vita di tutti alla fine la si fa anche perché chi la fa ci guadagna."

"Uso razionale dell'energia significa quindi ad esempio avere un frigorifero come gli ultimi modelli usciti che consumano 1/10 di quanto consumavano gli altri."

"Risparmio energetico vuole invece dire qualcosa di piú: evitare gli sprechi. Io sono cresciuto con mio padre che mi diceva sempre di spegnere la luce..."

Rodrigo dal pubblico domanda: "L'Italia é riuscita ad avere sia tutti gli svantaggi di chi non ha il nucleare sia quelli di chi ce l'ha. Che senso ha questa politica?"

Testa: "É un tema piuttosto complicato. Io nel 1987 come presidente di Legambiente ho partecipato al referendum contro il nucleare. "

"All'epoca c'erano stati incidenti nucleari importanti e si sperava nel progresso tecnologico che permettesse alle energie rinnovabili di sostituire quelle tradizionali"

"Nel frattempo il nucleare ha aumentato i suoi livelli di sicurezza, le energie rinnovabili sono cresciute ma danno solo una piccola percentuale di energia sul totale."

"Non possiamo quindi pensare che paesi come la Cina, con grande fabbisogno energetico possano soddisfarlo con le energie rinnovabili."

"Inoltre si é prodotto l'effetto serra di cui allora non si parlava, dovuto all'immissione di gas in atmosfera. E l'unica energia che non produce gas é il nucleare."

"Ecco perché la scelta che l'Italia ha fatto andrebbe rivista e ripensata. L'ENEL lo sta facendo all'estero impegnandosi in aziende con centrali nucleari."

Gigliola: "Ci siamo chiesti anche noi se ci sia stato un ripensamento con il nostro sondaggio che ha dato quali risultati, Francesca?"

Francesca dal pubblico: "Abbiamo chiesto agli italiani se sono favorevoli al ripristino del nucleare in Italia. Il 45% ha risposto di no, il 38% si."

"Soprattutto i giovani hanno risposto di no con una percentuale che, per la fascia di riferimento di GAP, sale fino al 55%"

Gigliola: "Quindi nessun ripensamento. Chernobyl proprio non ci é piaciuto."

Testa: "Non é vero. C'é un ripensamento. Il referendum diede l'80% dei voti favorevoli. Dalle percentuali si vede che la gente sta pensando al nucleare in modo diverso."

Gigliola: "Quindi la maggioranza continua a essere contro peró c'é una differenza. Abbiamo parlato di petrolio. Ora parliamo del nuovo petrolio: l'acqua."

"Il nostro Mario Ferrari é andato a visitare una societá frutto di un'alleanza tra pubblico e privato per il miglioramento dela gestione delle risorse idriche."

"Siamo all'antico acquedotto vesuviano di Ercolano. Da circa un anno e mezzo la sua gestione é passata a Gori, una societá pubblico-privata."

"Per qualcuno chi privatizza l'acqua é un ladro perché l'acqua é un bene e non puó essere considerata una merce."

"Beppe Grillo e Alex Zanotelli, missionario che ha sempre sostenuto la gestione pubblica dei servizi idrici."

Tempesta: "La nostra societá é largamente a partecipazione pubblica. Il socio privato é l'ACEA, di proprietá per il 51% del Comune di Roma."

"La gestione pubblico-privata porta un'organizzazione razionale e contemporaneamente controlli amministrativi che assicurano una corretta gestione."

"Siamo interessati a tariffe sostenibili, con moderati aumenti progressivi a finanziamento di manutenzione e investimenti e che prevedano sconti in base al reddito."

Gigliola: "L'acqua é il petrolio del futuro?"

Testa: "Spero proprio di no. Spero costi un po' di meno o saremmo veramente tutti assetati."

Gigliola: "Lei é preoccupato per questa risorsa?"

Testa: "No, preoccupato no. In Italia, salvo in alcune zone del paese, abbiamo una buona disponibilitá d'acqua."

"Anche in quelle zone poi tutto dipende piú da una cattiva gestione che dalla mancanza effettiva dell'acqua, perché avere l'acqua non basta."

"L'acqua va estratta, trasportata, distribuita e una volta usata va pulita. Esiste un ciclo dell'acqua che é molto importante."

"Si parla di acqua come petrolio perché portarla in zone del mondo dove non c'é cambierebbe l'economia, sarebbe un business o scatenerebbe tensioni."

"Basta deviare un fiume per cambiare completamente la storia di un paese. La mancata piena del Nilo metteva il popolo contro il faraone, inviso agli dei."

Gigliola: "Speriamo di non vedere guerre per l'acqua."

Domanda dal pubblico: "Per il protocollo di Kyoto l'Italia deve ridurre l'emissione di gas nell'atmosfera, ma punta sul carbone che ne produce molte. Non é un errore?"

Testa: "É un problema ma non un errore. Nel mondo e in Europa le centrali a carbone ora vengono potenziate per difendersi dall'aumento del petrolio."

"In tutti i paesi europei, ad eccezione della Francia che fa tutto col nucleare, una grande quantitá di energia elettrica viene fatta con il carbone."

"In Italia la quantitá di energia elettrica prodotta con il carbone é molto piccola, cosa che ci rende piú dipendenti di molti altri paesi dal petrolio e dal gas."

"Noi vorremmo un mondo pulito e energia a costo zero, ma non si puó fare tutto con le fonti rinnovabili e se si potesse costerebbe due o tre volte di piú."

Gigliola: "Non è piú il mondo di David Copperfield..."

Salvatore dal pubblico interviene: "Nel mio piccolo risparmio energia con la raccolta differenziata. Non posso permettermi una macchina ibrida, troppo cara."

"Passando dal piccolo al grande: il protocollo di Kyoto prevede vantaggi per le imprese che si adeguano a un'economia a basso consumo di carbonio."

"Quindi il protocollo di Kyoto non dá solo vantaggi per l'ambiente, ma anche vantaggi commerciali. Perché dunque non viene applicato?"

Testa: "No, assolutamente. L'Italia ha aderito al protocollo di Kyoto. Per l'Italia il protocollo di Kyoto é in funzione."

Salvatore: "Ma perché non viene applicato su base mondiale?"

Testa: "Bisognerebbe chiederlo agli USA, che non hanno voluto aderire o alla Cina che ne é esclusa per garantirle la necessaria crescita energetica."

"Gli USA ne stanno discutendo. Per la Cina puó aver senso non chiedere un risparmio a chi non é ancora giunto al nostro livello. Cosa potrebbe risparmiare?"

Salvatore: "Ma intanto ci sono piccole e medie imprese che per arrivare al nostro livello contribuiscono as aumentare l'effetto serra..."

Testa: "Non é tanto quello. É un'economia in crescita che non raggiunge i nostri livelli di reddito. Non é possibile imporle sacrifici cui noi stessi non siamo disposti."

"Riguardo alla raccolta differenziata, presuppone una collaborazione da parte del cittadino. Collaborazione che da nord a sud diminuisce progressivamente."

Gigliola: "Ma a volte non ci sono nemmeno i cassonetti..."

Testa: "La raccolta differenziata dev'essere fatta primariamente in casa, il cassonetto é il passo successivo."

Gigliola ringrazia l'ospite e dá appuntamento alla prossima puntata.

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