Puntata del 13/04/2006

Gigliola introduce innanzi tutto la rubrica di Luca Sofri "Il muro parlante" che parla della Costituzione come simbolo ma anche come qualcosa che puó essere cambiato se necessario.
Domanda poi all'ospite, il professor Enzo Cheli: "Esistono modi giusti e modi sbagliati per cambiare la Costituzione?"
Prof. Cheli: "La Costituzione é stata cambiata diverse volte. Se si fanno peró cambiamenti sostanziali si pone il problema della sua natura di patto di convivenza tra tutti, non a disposizione di semplici maggioranze..."
Gigliola: "Il sistema della comunicazione in Italia é in linea con l'art. 21 che garantisce la libertá di espressione?"
Prof. Cheli: "La libertá di espressione é fortemente garantita all'individuo. Si pone peró il problema del pluralismo nei mezzi, meglio realizzato dalla carta stampata che non dalla televisione..."
Gigliola: "A scuola non c'é mai tempo sufficiente per parlare della Costituzione. Proviamo a vincere la sfida del tempo delineandone nel piú breve tempo possibile i principi fondamentali..."

Ptof. Cheli: "Innanzitutto la democrazia. L'Italia é una repubblica democratica basata sulla sovranitá popolare, che é un principio decisivo: la maggioranza non puó fare tutto ma solo tutto quello che la Costituzione permette. Poi l'uguaglianza. La Costituzione é stata pensata mettendo al centro la persona secondo una socialitá progressiva. Le varie compagini sociali si sviluppano intorno ad essa come cerchi concentrici ma é sempre la persona al centro. Quindi la partecipazione del popolo tramite il Parlamento alla cui fiducia il governo deve sottoporsi ed infine la garanzia della forma di governo, data da forti contropoteri tesi ad impedirne il sovvertimento..."

Giuditta dal pubblico espone i risultati di un sondaggio secondo cui il 41% degli italiani non considera la missione in Iraq in linea con l'art.11 che ripudia la guerra. Gigliola commenta: "Mi sembra una posizione chiara..."
Prof. Cheli: "É un problema dibattuto in piú occasioni... La Costituzione su questo é chiara. L'uso della forza é limitato alla difesa o a interventi all'interno di un organismo internazionale in caso di emergenza. Nessuna guerra preventiva. Le controversie vanno risolte tramite arbitrato internazionale..."

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