Puntata del 13/07/2006


Gigliola introduce il tema della puntata: i diritti umani: "Cercheremo di capire come i diritti considerati universali entrino a volte in conflitto con la nostra vita."

"Cominceremo dal primo dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione: il diritto al lavoro. La nostra Veronica Maccarrone ne parla con Luciano Gallino. "

Gallino: "Con la precarietá il tessuto della societá rischia di smagliarsi, perché milioni di persone si trovano a vivere in condizioni di esistenza precaria."

"In Italia ci sono circa due milioni di dipendenti con contratti di lavoro a tempo determinato che possono essere contratti a sei mesi o magari a due anni."

"Un altro milione o un milione e due sono invece collaboratori coordinati e continuativi che nel pubblico impiego tuttora esistono."

"Ci sono poi i collaboratori a progetto che sono co.co.co. chiamati con un altro nome e con qualche minima garanzia in piú."

"La legge va riscritta per tradurre diverse forme di lavoro in lavoro dignitoso e decente cosí come lo definisce l'Organizzazione Mondiale del Lavoro."

Gigliola introduce quindi l'ospite, Sebastiano Maffettone, e chiede:"Quali sono le cause di questo meccanismo perverso?"

Maffettone: "Dipende da come va il mondo. É difficile dirle. Io seguo molti miei studenti che entrano nel mondo del lavoro dopo la laurea per fare ricerca."

"Partendo da un'universitá di elite e come studenti laureati, quindi come persone di un certo livello di cultura e di etá é comunque molto difficile."

"Trasformare la precarietá in qualcosa di stabile é un problema enorme, l'ingresso alla ricerca un disastro. Non si riesce a dare ai giovani le certezze per farli studiare."

Gigliola: "Tutti vediamo che il mondo é cambiato e alcuni ci dicono che per questo dobbiamo ridiscutere i diritti acquisiti. É lecito? "

Maffettone: "É doveroso, direi. Effettivamente il mondo cambiato. Partendo dalla mia disciplina, la filosofia, posso dare un esempio del cambiamento."

"Per Aristotele il centro della responsabilitá politica era la polis, per Hobbes lo stato, per noi la comunitá internazionale."

"La comunitá internazionale non é strutturata né come la polis, né come lo stato, quindi dobbiamo ripensare la struttura di base della convivenza, madre dei diritti."

Gigliola: "É lecito discuterne da parte di noi tutti, ma lo é da parte di chi vorrebbe rimettere in discussione diritti acquisiti come quello al lavoro?"

Maffettone: "Dipende dalle condizioni. Certamente togliere certezze a chi lavora non é una cosa buona, questo é ovvio."

"D'altra parte i diritti acquisiti sono frutto di un equilibrio passato. Se ci sono equilibri nuovi é ovvio che bisogna ridiscutere i diritti."

Gigliola: "É finita l'epoca dei diritti umani universalmente riconosciuti?"

Maffettone: "Direi che sta per iniziare. L'era degli stati massimizzava l'interesse statale. L'era della comunitá mondiale deve massimizzare il diritto universale."

"Naturalmente questo é piú un'utopia che una realtá. É piú facile a dirsi che a farsi, ma siccome lo pensiamo dobbiamo anche farlo."

Gigliola lascia la parola al pubblico. Interviene Salvatore dicendo: "Vorrei fare una domanda partendo da un concetto che é molto cambiato: quello di estraneo."

"Prima estraneo era chi veniva da fuori. Ora siamo continuamente a contatto con estranei. Abbiamo con tutti con rapporti fugaci da cui deriva scarsa fiducia."

"Basterá il cambio generazionale, data la maggiore abitudine dei giovani all'integrazione pluralistica, a cambiare le cose?"

Maffettone: "Seriamente parlando, non lo so, ma ho molta fiducia nell'avvenire e nei giovani. Il mondo sta diventando sempre piú internazionale, piú globale."

"Mio padre é andato per la prima volta a New York a 60 anni, io a 20 e mio figlio a 5 e questo dá il senso del cambiamento in corso."


"Internet é un altro segno. Noi parliamo con persone a distanze che nemmeno conosciamo. L'altro diventa piú vicino con il web."

"Questo fa pensare che col tempo l'estraneitá verrá ridotta a somiglianza. Naturalmente non ci sono garanzie. I diritti possono fare da punto di partenza."

Gigliola lancia un servizio sulla guerra con contributo del prof. Jonathan Glover tratto da una trasmissione Rai ispirata al libro "La pensabilitá del mondo" scritto da Maffettone.

Glover: "La teoria della guerra giusta é solo un modo per dipingere la guerra come meno selvaggia di quanto é. Nel mondo moderno peró é sempre dolorosa."

Gigliola: "Insomma, professore, la guerra che cos'é? A che serve e a chi serve?"

Maffettone: "La guerra é l'inferno. É brutta, e quindi bisogna evitarla. E questo per me é un sano principio, indipendentemente dalle ragioni."

"Naturalmente ci sono alcuni casi in cui é difficile evitarla. Con Hitler era inutile cercare la pace con metodi gentili, quindi non c'era altro da fare."

"Ma i casi in cui questo succede sono scarsi e noi dobbiamo renderli piú scarsi possibile. Soprattutto i giovani devono dare un contributo di pace."

Gigliola lascia di nuovo la parola al pubblico. Interviene Rodrigo: "Evitare la guerra é giusto ma nascondersi e ignorare certe situazioni é un'altra cosa."

"L'Europa é fatta di democrazie che si rapportano l'una con l'altra ignorando il mondo che va a rotoli. Perché non sforzarsi invece di cambiare le cose?"

Maffettone: "Si dice che l'Europa é Venere, gli USA sono Marte per dire che l'Europa é estetizzante, egoista e incapace di esportare il suo modello nel mondo."

"Ma guardiamo all'azione degli USA. Ció che fanno é sbagliato. Ad esempio in Iraq Saddam era un terribile tiranno ma nessuno ha dato loro titolo di intervenire."

"A quale titolo gli USA pensano di rappresentare tutto il mondo? Se c'era motivo di cambiare regime non c'era comunque titolo per loro di andare lí a combattere."

"L'Europa non fa questo ma un errore non giustifica un altro errore. L'Europa deve impegnarsi di piú, ma questo dipende anche da noi."

"Guardiamo al nostro paese. Quanto contano i temi europei? Devono contare di piú anche nelle discussioni di ogni giorno, non solo in quelle politiche."

Gigliola: "Lei ci crede? É ottimista su questo?"

Maffettone: "Nel 1795 Kant scrisse un saggio in cui diceva che per una pace perpetua ci volevano una comunitá organizzata e il cosiddetto 'commercio dolce'."

"É quanto é successo in Europa e la pace c'é. Ora una guerra fra le potenze europee, prima normale, sembra assurda. L'Europa é stata una conquista."

Gigliola: "Quindi dobbiamo smettere con quella forma di autolesionismo che abbiamo trasferito dall'Italia all'Europa pensando 'Non siamo capaci, non possiamo'?"

Maffettone: "Civilmente l'Europa é stata una conquista, economicamente invece non é cosí interessante pur avendo una grande economia di mercato."

Gigliola: "Adesso professore vediamo i 5 mai piú della nostra Nicoletta Piu, sempre piú ironica, sempre piú attenta e qualche volta amara."



Al quinto posto: i diritti sfruttati.

Musica di sottofondo "Chi non lavora non fa l'amore"

Al quarto posto: i diritti rinchiusi.
Musica di sottofondo "Guantanamera"

Al terzo posto: i diritti crudeli.

Sketch di Sabina Guzzanti: "Io trovo vergognoso che i palestinesi entrino nelle nostre banche, nelle nostre universitá, facciano figli come topi e non si integrino."

Musica di sottofondo "Crudelia De Mon"

Al secondo posto: i diritti mutilati

Musica di sottofondo "Oh quante belle figlie Madama Doré"

Al primo posto: i diritti indifesi.

Gigliola: "Abbiamo visto il carcere di Guantanamo e proprio su questo abbiamo una domanda fatta dal nostro sondaggio. Vero, Paolo Roberto? "

Paolo Roberto: "Si, abbiamo chiesto agli italiani se il carcere di Guantanamo dovesse essere chiuso e la risposta é stata in larga parte affermativa."

"Abbiamo anche chiesto agli italiani se sono faverovoli ai PACS e anche qui la risposta é stata in larga parte affermativa."

"I PACS ci dimostrano come i parametri di tutela della persona variano con i luoghi ma anche con i tempi. É possibile elaborare un parametro unico e durevole?"

Maffettone: "Cominciamo con Guantanamo. Guantanamo ha una legittimazione democratica votata dai cittadini americani."

"Ma chi sta a Guantanamo non é cittadino americano. Quindi i cittadini americani legittimano con il loro voto una cosa che non li riguarda."

"C'é quindi qualcosa di sbagliato. Per quanto riguarda i PACS é difficile indicare in casi del genere una regola universale valida per sempre."

"Il sondaggio peró esprime un sentimento diffuso. Anche chi ha un lavoro precario risponde che vengono prima i diritti civili di natura morale, come i PACS, del lavoro."

"Questo vuol dire che la cosa é talmente sentita che anche chi é toccato da altri problemi antepone ad essi una maggiore certezza per i diritti degli altri."

Gigliola: "É molto europeo tutto questo?"

Maffettone: "Si, molto. I PACS non si applicano solo agli omosessuali ma a tutte le coppie. Dare certezza a chi convive protegge qualcuno e non offende nessuno."

Gigliola lancia un secondo filmato dalla trasmissione dedicata a "La pensabilitá del mondo" in cui Kerry Kennedy e Akeel Bilgramy parlano della questione femminile.

Kennedy: "Se potessimo combattere le violazioni dei diritti delle donne che avvengono in molti paesi avremmo risolto molti dei loro problemi."

Bilgramy: "In India la vedova si suicida sul rogo del marito. Se crediamo nel diritto alla vita dobbiamo chiederci il perché di tale conflitto tra cultura e diritti."

"Questo significa che il nostro compito é tradurre in un dialetto concettuale le idee e i valori che si riferiscono ai diritti umani"

"Non mi riferisco a una loro traduzioni in hindi o in una lingua naturale, ma parlo di renderli concettualmente comprensibili a livello locale."

"Occorre rendere appetibili queste idee, legarle a idee e valori giá presenti nella cultura induista. É troppo semplice dire 'Loro credono in qualcos'altro'."

Giulio dal pubblico domanda: "Secondo lei il valore del confronto tra culture diverse puó essere una speranza per una democrazia universale?"

Maffettone: "Penso proprio di si. Il mio libro 'La pensabilitá del mondo' é basato sul concetto di integrazione pluralistica."

"Questo concetto implica spalmare i diritti universali nel mondo non imponendoli dal centro ma facendoli crescere nelle diverse periferie con una traduzione adeguata."

"Non dobbiamo dire: 'Noi sappiamo che diritti e democrazia sono una bella cosa e quindi li imponiamo a tutti'. É il modo sbagliato di agire."

Gigliola: "Che strumenti esistono per fare questo, professore?"

Maffettone: "Gli strumenti sono tanti. Prendiamo il caso dei diritti delle donne. Secondo alcuni non dovrebbero costituire una categoria separata."

Gigliola: "Sarebbe una sorta di discirminazione anche solo parlarne?"

Maffettone: "Si, in quanto le donne fanno farte del genere umano e quindi i loro diritti dovrebbero essere automaticamente ricompresi tra i diritti umani."

"Siccome peró esistono violazioni molto gravi e molto massicce nei confronti delle donne é chiaro che questi diritti abbiano un'enfasi particolare."

"É interessante notare come essi agiscano da spia di avvertimento. Nei paesi in cui si violano i diritti delle donne prima o poi si violano anche altri diritti."

Gigliola: "Siamo le preferite con cui scatenarsi..."

Maffettone: "Per diffondere la sensibilitá verso questi diritti la cosa piú importante é prima di tutto il contatto."

"Poi non bisogna fare come gli americani che pensano che sotto ogni altra cultura ci sia un americano e che chi mangia il cuscus vorrebbe invece mangiare hamburger."

"Lasciamoli mangiare il cuscus e diciamo loro che ció non implica trattar male le donne. Anche l'uniformitá culturale di internet e commercio mondiale aiuterá."

Gigliola: "Sono passati quattro secoli da quando i padri pellegrini partirono col Mayflower per fondare gli Stati Uniti d'America. Sono ancora validi i loro principi?"

Maffettone: "I principi sono validi. Sono gli interpreti che a volte sono scadenti. Questa amministrazione in particolare a me non piace."

"Io sono molto filoamericano. Ho vissuto negli USA, ho insegnato nelle universitá americane che sono bellissime. Mi sento un amico degli Stati Uniti."

"A un amico si puó parlare seriamente. Adesso stanno sbagliando e dobbiamo dirglielo fiduciosi che abbiano dentro di sé i germi per migliorare."

"É il caso di Bill Gates che dopo aver accumulato miliardi con aggressivitá ora li sta spendendo per aiutare i poveri del mondo. Bravo Bill Gates, meno bravo Bush."

Gigliola ringrazia l'ospite e dá appuntamento alla prossima puntata.

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