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Gigliola introduce il tema della puntata:
la condizione femminile al di lá di ogni retorica sulle numerose
feste dedicate alle donne. É ancora vissuta come un problema
dai giovani? |
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La bellissima "Quello che le donne non dicono"
introduce la rubrica "Il muro parlante" che porta il titolo
"Meglio donne che male accompagnate". |
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Per l'occasione la rubrica é affidata all'attrice
comica e scrittrice Geppi Cucciari, rivelazione degli ultimi anni che
esordisce dicendo: "Meglio donne che male accompagnate significa
forse che non é detto che la solitudine non paghi se é
consapevole e serena." |
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"La trentenne che era mia madre é molto diversa dalla trentenne che sono io. A trent'anni mia madre aveva giá due figli e stava facendo un pensierino nella sua testa con mio padre sulla mia nascita. Io ne ho trentadue e sono indietrissimo con i lavori, diciamo." |
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"Arriva un momento nella vita di una donna,
all'incirca verso i trent'anni in cui le cose cambiano e ti accorgi
che non vuoi sposarti, devi! Le tue amiche si sposano prima di te. Vedi
i parenti ai matrimonio e ai funerali. Molto spesso hai lo stesso abito
e lo stesso umore perché sei certa che prima o poi qualcuno ti
prenderá da parte e ti chiederá quando tocca a te." |
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Gigliola introduce quindi l'ospite, la scrittrice Susanna Schimperna e le domanda: "Quanto é diffusa questa crisi delle trentenni, divise tra un etá lavorativa appena iniziata e l'etá biologica che avanza?" |
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Schimperna: "É diffusissima, ma non c'é questo grande limite dei trent'anni. Le ragazze vedono le trentenni, le quarantenni preoccuparsi e iniziano a farlo anche loro, molto prima dei trent'anni." |
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Gigliola: "Quindi questi trent'anni iniziano presto e non finiscono mai?" |
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Schimperna: "Non finiscono mai e non sono poi altro che un prolungamento dell'etá adolescenziale che oggi sembra non finire né per gli uomini, né per le donne." |
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Gigliola: "Le femministe erano convinte di essere le liberatrici delle donne di domani. Ora che il domani é arrivato come si rapportano le donne di oggi a quelle che hanno combattuto per i loro diritti?" |
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Schimperna: "Le donne di oggi sono molto preoccupate di stare alla pari con queste mitiche generazioni che hanno fatto tutto. Spesso quindi fanno muro criticando per partito preso su cose che poi in fondo non si conoscono." |
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Gigliola: "C'é forse una sopravvalutazione di quanto é stato fatto ieri e una sottovalutazione di quanto c'é ancora da fare?" |
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Schimperna: "É proprio cosí. Sia quelli che hanno fatto il'68 sia le femministe erano un gruppo, un manipolo. Erano molto rumorosi ma non erano cosí tanti." |
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Gigliola: "E non si aspettavano di vincere cosí tanto?" |
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Schimperna: "No, sicuramente no." |
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Gigliola si rivolge al pubblico: "E voi cosa ne pensate, parlando di donne, della generazione di oggi e quella di ieri?" |
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Dal pubblico risponde Leonardo: "Probabilmente mi renderó impopolare a tutto il pubblico femminile ma mi sembra che con l'emancipazione e le par opportunitá le donne stiano assumento i peggiori difetti degli uomini: il cinismo, l'arrivismo... fino a diventare delle vere e proprie iene in tailleur. La mia é una generalizzazione ma anche un invito a recuperare le vostre peculiaritá." |
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Vjola dissente da Leonardo: "No comment, non sono assolutamente d'accordo con lui." |
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Poi propone le sue considerazioni: "Le generazioni passate si proponevano di liberalizzare certi tabú e meno male che lo hanno fatto, ma ora si é caduti in una sorta di estremismo passando dal sesso tabú al sesso ovunque negando il piacere di scoprirlo da soli, nella propria intimitá e con il proprio pudore." |
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Gigliola gira le considerazioni all'ospite: "Lei cosa ne pensa, Susanna?" |
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Schimperna: "Sulle donne iene, tailleur o non tailleur, concordo se peró ammettiamo che anche gli uomini sono cosí. É sempre una questione individuale ma non credo che le donne stiano assumendo caratteristiche maschili. Le donne in casa erano terribili. C'erano matriarche che facevano filare anche famiglie di quaranta persone." |
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"Riguardo alla sessualitá bisogna dire che le femministe, piú che parlare di liberazione sessuale facevano un discorso paritario. Guardavano alle differenze che c'erano e che non si capiva perché ci dovessero essere." |
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"Volevano rivedere tutto: la storia, la letteratura, non secondo un ottica femminile, ma secondo un'ottica paritaria. Oggi le chiamiamo femministe ma forse non é il termine giusto." |
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"Oggi si parla di sesso quotidianamente come se fossimo tutti liberati, felici, oltre gli ostacoli, sereni, ma quando mai!" |
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Gigliola: "C'é peró anche chi si rifugia nell'opposto. Le giovani generazioni sembrano apprezzare come un valore una parola che tempo fa sembrava impronunciabile: la castitá." |
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Schimperna: "La castitá é qualcosa cui si puó andare incontro come a una vera liberazione sessuale." |
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Prima di approfondire l'argomento Gigliola fa esporre a Paolo Roberto i risultati di un sondaggio in merito. Il 49% degli intervistati ritiene la castitá un valore con una netta maggioranza di giovani e anziani rispetto alle fasce di etá intermedie. "Ho l'impressione che ci sia un equivoco linguistico... che castitá possa voler dire cose diverse." - commenta Gigliola. |
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Schimperna: "Si. C'é chi per castitá intende verginitá. Trovo antipatica l'espressione di certe madri che magari sognano per le figlie matrimoni miliardari: 'Non ti dare via'. Le cose si fanno in due. Non c'é niente da dare via e non é una merce. Questo é uno dei pochi campi in cui ancora si puó decidere da soli. Non facciamoci influenzare da nessuno." |
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Gigliola lancia quindi un contributo filmato: "Bene, ora vediamo un servizio nel quale parliamo di donne che hanno fatto la storia..." |
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"...parliamo di donne che hanno attraversato il dolore piú atroce ma sono riuscite a riaffermare il valore della memoria e della speranza..." |
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"Sono le madri dei desaparecidos argentini, le madri di Plaza de Mayo, e le donne del comitato madri di Beslan." |
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Estela Carlotto, presidente dell'Associazione Nonne di Plaza de Mayo dice: "Se a una madre sequestrano e uccidono una figlia e rubano un nipote, non puó far altro che cercare fino alla morte il bambino che le hanno rubato e la giustizia per il sequestro e l'assassinio della figlia." |
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Hebe de Bonafini, presidente dell'Associazione Madri di Plaza de Mayo dice: "Non voglio che il periodo della dittatura sia ricordato per i suoi orrori, ma per quello che dicevano i nostri figli, quello per cui lottavano..." |
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Susanna Dudiyeva del Comitato della madri di Beslan rievoca la strage di Beslan e il percorso che ha portato alla fondazione del comitato: "Vogliamo conoscere i nomi di tutti i terroristi, conoscere le responsabilitá. Il Comitato ci aiuta a lottare. Senza non saremmo riuscite a sopravvivere. Questo mondo bisogna cambiarlo." |
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Gigliola: "Quali sono, Susanna, le eroine della sua generazione?" |
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Schimperna: "Molto poche, quasi nessuna. Per la generazione precedente alla mia c'era Joan Baez, poi Janis Joplin che é stata riscoperta quando é morta, poverina..." |
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"Non si poteva fare riferimento alle capo di stato come Golda Meir o Indira Gandhi. La critica femminista era piuttosto radicale e considerava l'eroe un mito maschile quindi non si poteva avere un'eroina. Anche nei periodo con piú forte presa femminista non c'é mai stata una maglietta che raffigurasse una donna come é capitato con Che Guevara." |
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Gigliola si rivolge al pubblico chiedendo: "Secondo voi
esistono dei miti femminili?" |
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Giulio risponde dicendo: "Sicuramente non esistono miti femminili a causa della societá maschilista. Ed é una perdita anche per gli uomini non avere donne cui fare riferimento." |
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Silvia invece si chiede se non abbia contribuito anche la televisione a impedire la nascita del mito femminile tramite il suo modo di presentare le donne. |
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Schimperna: "Io sono una delle poche rimaste a dire che la televisione non é poi questa grande criminale madre di tutte le cose perché rispecchia abbastanza quello che noi siamo, certo non tutti, ma una bella fetta perché altrimenti ci sarebbe qualche ragazza disposta a sottrarsi al suo gioco." |
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"C'é molto egoismo al giorno d'oggi. C'é molto meno di com'era trenta o quarant'anni fa la visione di dover fare qualcosa ideologicamente." |
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Gigliola: "Non c'é piú il senso di responsabilitá verso il pubblico che la televisione la guarda?" |
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Schimperna: "Non solo. Anche chi porta le proprie idee in televisione spesso la vede solo come una scorciatoia per raggiungere il successo." |
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"Non voglio esaltare un passato mitico in cui questo non succedeva, ma ci sono stati a volte momenti magici in cui il sogno comune poteva essere anche il proprio e una vera felicitá sembrava impossibile sull'infelicitá altrui." |
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Gigliola lancia la classifica dei cinque mai piú, poi introduce un nuovo argomento: le quote rosa. |
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"É un argomento che torna di attualitá ad ogni elezione. Anche in queste ha fatto parlare molto. Ora probabilmente verrá dimenticato per un bel pezzo..." |
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Valentina dal pubblico comunica i risultati di un sondeggio sulle quote rosa: il 70% degli intervistati é favorevole, il 45% dei giovani peró é contrario. Lei le ritiene necessarie. |
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Gigliola domanda: "Ci sono altri pareri sulle quote rosa?" |
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Rodrigo dal pubblico risponde: "Io penso che le quote rosa non vadano proprio. In passato forse poteva esserci un motivo. Oggi, se fossi donna me ne vergognerei." |
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"In Italia si parla tanto di quote rosa, in America hanno quote di ogni tipo: per i neri, gli ispanici, i giovani, i disabili. Io penso che ogni tipo di quota sia uno schiaffo alla meritocrazia." |
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Gigliola interpella l'ospite: "E lei cosa ne pensa, Susanna?" |
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Schimperna: "In linea teorica lui ha perfettamente ragione. Io tenderei come modo di sentire ad essere perfettamente d'accordo." |
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"Poi peró bisogna ricordare che, o si fanno delle grandi rivoluzioni che vanno sempre a finire molto male, o per scardinare delle situazioni cosí statiche bisogna agire in modo legale e incruento." |
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"Il tetto di cristallo c'é, soprattutto nella politica e negli altri gradi della dirigenza. Forse in questo momento le quote rosa potrebbero servire. Del resto in America un po' hanno funzionato." |
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"Si potrebbe introdurle per un breve periodo e vedere che succede. Certo che se dovessi entrare in politica e sapessi che c'é la quota rosa preferirei andare a fare il droghiere." |
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Gigliola: "La cosa la frustrerebbe, quindi?" |
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Schimperna: "Non mi farebbe piacere, né mi sentirei favorita, anche se per un periodo di tempo limitato potrebbe rivelarsi utile." |
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Barbara dal pubblico domanda: "Si sente spesso parlare di tetto di cristallo intendendo con questo che le donne dopo essere arrivate a un certo punto della loro carriera trovano l'ostruzionismo maschile nonostante ci siano molte piú donne laureate che uomini..." |
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Schimperna: "É vero, verissimo. Trovano l'ostruzionismo maschile e trovano l'ostruzionismo femminile in misura addirittura maggiore." |
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"Beh, gli uomini c'erano giá da prima e trovo che sia una grande ipocrisia dire che le donne fanno gruppo, che sono solidali, che devono essere solidali. Non credo sia necessario. Bisogna essere solidali con chi si stima e con chi rispecchia quello in cui tu credi. Se questa persona é un uomo io preferisco essere solidale con un uomo." |
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"Le donne adesso si laureano prima e meglio degli uomini ma rimane una grande diffidenza nei loro confronti dovuta a ragioni storiche. Diversi mestieri si sono aperti alle donne solo da poco. Fino ai primi del '900 una donna laureata non esisteva e le donne facevano scuole a parte." |
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Gigliola si congeda dall'ospite e dal pubblico dando appuntamento alla prossima puntata. |