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Gigliola introduce innanzi tutto la rubrica di
Luca Sofri "Il muro parlante" che parla della flessibilitá,
parola d'ordine del mondo lavorativo odierno, intesa peró spesso
come un sapere di tutto, senza particolare approfondimento, a discapito
della specializzazione su una singola professionalitá. Presenta
quindi l'ospite: il Professor Paolo De Nardis, ordinario di Sociologia
presso la facoltá di Sociologia dell'universitá La Sapienza
di Roma. |
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Gigliola: "Professore, cosa ha significato
per lei la sua laurea?" De Nardis: "Quando mi sono laureato io c'era grande attenzione per la sociologia, ma ci si arrivava per altre strade. A Roma non c'era la facoltá di sociologia, ma la si studiava in altre facoltá. Io ad esempio mi sono laureato in filosofia..." |
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Gigliola: "Quando la laurea ha cominciato
ad essere una trappola senza via d'uscita?" De Nardis: "Da quando l'accesso all'universitá é stato reso possibile a tutti, con qualsiasi tipo di diploma, mentre prima c'erano vie d'accesso ben definite..." Gigliola interrompe: "Ma questo é stato giusto? Un trionfo della democrazia o c'era della demagogia?" De Nardis: "É stato indubbiamente un grosso passo in avanti ma, come succede a volte in Italia, un passo avanti attuato senza pensare agli strumenti adeguati..." |
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Gigliola: "La flessibilitá puó
essere qualcosa di positivo se considerata come qualcosa in piú
oltre alla specializzazione lavorativa?" |
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Gigliola: "Ora parliamo di donne. L'Italia
é il paese al mondo con la piú bassa natalitá:
1,2. Silvia Ferreri ha realizzato un documentario con il contributo
del Comune di Roma, intitolato appunto "unovirgoladue" in
cui ha intervistato diverse donne che hanno avuto la loro vita lavorativa
penalizzata dalla scelta, da molti ormai definita 'coraggiosa' di avere
un figlio... Com'é possibile che questo accada dal momento che
la nostra legislazione in materia é una delle piú avanzate?" |
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| De Nardis: "La legge sulla tutela delle lavoratrici madri é una cosiddetta 'legge preghiera' avanzatissima nei principi ma senza adeguata copertura organizzativa, amministrativa e soprattutto culturale..." |
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Silvia dal pubblico solleva l'argomento degli stage
che oggigiorno vengono organizzati all'interno di master anche abbastanza
costosi e inseriscono lo studente in un'azienda senza peró dargli
alcun diritto: "Chi ci guadagna? E soprattutto oggi si studia
per lavorare o per se stessi?" De Nardis: "É un gioco di scatole cinesi che mira a creare nel giovane un certo ottimismo per il futuro quando poi rimane tutto come prima... un modo per ampliare il periodo di parcheggio dei giovani in attesa di un lavoro non garantito..." |
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Gigliola: "Il fallimento dell'universitá
puó diventare elemento di disagio sociale?" De Nardis: "Certo. Quella dell'universitá é una sfida che nessun paese puó permettersi di perdere perché legata alla ricerca scientifica, alla trasmissione del sapere, alla formazione della classe dirigente. Inoltre il fallimento delle universitá pubbliche puó portare all'imperialismo di quelle private e alla perdita della vera universalitá del sapere..." |
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In chiusura di trasmissione Vjola dal pubblico
domanda: "C'é chi sostiene che i giovani siano bloccati
nel presente a causa dell'incertezza del loro futuro. Lei che ne pensa?" De Nardis: "É vero... Noi pretendiamo che i giovani entrino nel nostro patto sociale e ne accettino tutte le condizioni. Ció é sacrosanto nel momento in cui riusciamo a dar loro idonee garanzie di un futuro..." |