Puntata del 18/05/2006

Gigliola introduce il tema della puntata: la mafia, tema tornato alla ribalta in seguito alla cattura di Bernardo Provenzano.
"Si tratta solo dell'ultimo episodio di una lotta che vede impegnato lo stato e i suoi uomini contro la mafia e la cultura mafiosa..."
"Ma torniamo a quel 23 maggio 1992... alla strage di Capaci in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro e Vito Schifano e ascoltiamo un ricordo di Giovanni Falcone da parte di chi ha lavorato con lui..."
Il ricordo di Giovanni Falcone, che sostituisce per l'occasione la rubrica "Il muro parlante" viene affidato al procuratore capo della Direzione Investigativa Antimafia Piero Grasso.
Gigliola introduce poi l'ospite della puntata: Maria Falcone, sorella di Giovanni, a cui domanda: "Ma perché i siciliani fanno cosí fatica a liberarsi da questo cancro?"
Maria Falcone: "Si é spesso detto che la mafia non é solo quella che spara ma é anche un problema di cultura, parte del modo di essere della Sicilia. Mio fratello é stato considerato l'anomalia siciliana perché in genere i siciliani non hanno un gran senso dello stato..."
Gigliola: "Ma i siciliani sono lucidi e consapevoli?"
Maria Falcone: "Si. Bisogna peró distinguere tra classi sociali. Nelle zone piú degradate la nuova cultura non é neppure pensata. Per questo vado nelle scuole a diffondere il messaggio di Giovanni: la mafia si vince creando una societá nuova con i giovani come protagonisti..."
Gigliola: "Suo fratello cosa le confidava? Qual'era la sua idea di mafia?"
Maria Falcone: "Giovanni era talmente magistrato che non si sognava neanche di parlare in famiglia delle sue indagini se non quando determinati fatti venivano a conoscenza dei giornali..."
Gigliola: "Ma della mafia, che immagine si era fatta?"
Maria Falcone: "Quella che poi é stata svelata da Buscetta. Quando Giovanni ha iniziato a lavorare sembrava che la mafia non esistesse. Chinnici per primo creó un pool antimafia e ebbe l'idea di andare nelle scuole. La consapevolezza nacque allora... poi arrivarono le rivelazioni sull'organizzazione..."
Gigliola: "Ma non lo si sapeva anche prima e lo si negava?"
Maria Falcone: "No. Giovanni era consapevole che ci fosse un'organizzazione ma neanche lui sapeva come fosse strutturata. Si é saputo solo con le rivelazioni di Buscetta."
"La Sicilia é molto cambiata in questi anni... Un pittore siciliano mi ha regalato un bellissimo ritratto di Giovanni con dietro una bandiera italiana come mossa dal vento... Gli ho chiesto perché e lui mi ha risposto che con la sua morte Giovanni ha messo in movimento la societá italiana... Ha usato una bellissima parola: societá 'italiana' e non 'siciliana'..."
Francesco dal pubblico domanda: "Per chi vive al nord la mafia é qualcosa di cui si sente parlare solo in televisione. Come la percepisce un siciliano nella quotidianitá?"
Maria Falcone: "Sembra strano a dirsi, ma nella quotidianitá non si percepisce, a meno di non essere un commerciante vessato di richieste di pizzo. La mafia ha questo carattere di penetrazione occulta in ambiti vitali. Si trova sicuramente nelle zone piú degradate ma i veri affari li fa nelle zone piú ricche e con l'infiltrazione nelle istituzioni..."

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