Puntata del 20/07/2006


Gigliola introduce il tema della puntata: la moda: "Cerchiamo di capire come si evolvano in una societá come la nostra comportamenti, gusti, stili di vita."

"Ma prima di parlarne con la nostra ospite sentiamo il nostro muro parlante che é una persona che di mode ne ha create tante: Stefano Dominella."

Dominella: "Siamo i portatori di una bandiera moda, quindi siamo coloro che hanno il dovere di osservare i cambiamenti sociali da cui nascono i nuovi trend."

"I trend fanno parte dei gruppi di appartenenza, delle comitive. Osservarli e cercare di capire il loro prossimo passo é la chiave per trovare il trend."

"Chi non ha occhio allenato dice che i giovani vestono tutti allo stesso modo. In realtá imitano il loro gruppo di appartenenza. Difficile é farli uscire dal branco."

Gigliola presenta l'ospite, Nicoletta Polla-Mattiot e le domanda: "Quanto conta la moda nel nostro atteggiamento mentale?"

Polla-Mattiot: "Nel nostro atteggiamento mentale, direi, ha lo spazio che le vogliamo dare anche se la nostra societá dá molta importanza all'apparire."

Gigliola:"Lei come giornalista si occupa di psicologia e societá da anni e ora dirige 'Per me', l'unico giornale femminile dedicato alla psicologia..."

Polla-Mattiot: "Mi piace dirigerlo perché parla dei temi classici di un femminile con un occhio alla psicologia, quindi all'importanza di questi temi per l'interioritá."

Gigliola: "Mi definisca la donna italiana."

Polla-Mattiot: "Io non la definirei. Credo che ci siano tanti tipi di donne diverse e rivendico proprio questo, anche rispetto ai canoni della moda e della bellezza."

Gigliola: "É cambiata la donna italiana? Tanto, poco o, malgrado l'apparenza, niente?"

Polla-Mattiot: "Direi che i bisogni primari sono rimasti gli stessi: la realizzazione e la maternitá, tornata alla ribalta dopo l'esaltazione del lavoro."

Gigliola: "Bisogna anche ricordare che proprio dove si lavora di piú si fanno piú figli."

Polla-Mattiot: "É questo che intendo parlando di diversi tipi di donna: bisogni comuni ma poi ognuna conta per sé nel modo di rispondere ai propri desideri."

Valentina dal pubblico domanda: "Vedo molti ragazzi della mia generazione seguire la moda nonostante gli strumenti critici che hanno. Sono troppo critica?"

Polla-Mattiot: "Credo di no. Il 30% dei giovani attualmente é vittima della moda. Ci sono peró moltissimi giovani che fanno loro la moda."

"Anche noi che lavoriamo nei giornali spesso ci ispiriamo alla cosiddetta street fashion, fatta dai giovani mescolando varie proposte e spunti."

Gigliola: "C'é chi é allergico al marchio e chi lo ritiene fondamentale. Cosa ne pensano gli italiani nel nostro sondaggio, Giuditta?"

Giuditta: "Abbiamo chiesto agli italiani se seguono le mode. Il 44% delle persone tra i 18 e i 44 anni ha risposto si. Quelle oltre i 45 no. Lei cosa ne pensa?"


Polla-Mattiot: "I risultati globali mi sembra rispecchino quanto dicevo prima. Un 30% di fashion victim e una fascia piú ampia di individui che si sentono piú liberi."


Gigliola: "Ma quella di essere liberi non sará un'illusione? In fondo poi la moda la seguiamo un po' tutti."

Polla-Mattiot: "Sono d'accordo, ma una cosa é seguirla e un'altra é sentirsene schiavi, sentirsi inferiori se non si é alla moda, appiattirsi in essa insomma."

Salvatore dal pubblico domanda: "I mass media non stanno creando una sorta di razzismo giovanile con i loro modelli di corpi giovani, magri e sani?"

Polla-Mattiot: "Le giovani generazioni si misurano costantemente con la bellezza e la magrezza in una fortissima tendenza al perfezionismo."

"É una tendenza che si estende anche agli adulti. Costringiamo i giovani a non crescere perché gli adulti non vogliono invecchiare. É un grosso problema."


Gigliola: "É il momento dei cinque mai piú della nostra Nicoletta Piu: cinque esempi di mode fuori moda."


Al quinto posto: la moda digitata.

"Alfabeto Morte"


Al quarto posto: la moda giovane
Immagini crash test Smart.
"Se non vuoi rivedere vivo tuo figlio, comprala."


Al terzo posto: la moda simulata.
"La forza brutta"

Al secondo posto: la moda ridens.

"C'é poco da ridere"

Al primo posto: la moda sushitata.

Musica di sottofondo "Ranma 1/2" in giapponese

"Sushi, sashimi e so' scemi"

Rodrigo dal pubblico domanda: "Noi siamo figli della generazione amorale che ha fatto il'68. Che impatto puó avere questo sulla nostra generazione?"

Polla-Mattiot: "La tua domanda stessa lo dice. Da una generazione libertaria ne nasce normalmente una piú attenta ai valori che la precedente ha ribaltato."

"La generazione attuale é piú conservatrice della precedente, dá piú importanza ad esempio alla famiglia che non all'amore o all'amicizia."

"Credo faccia parte del normale gioco di dialogo e contrasto che si instaura comunemente tra genitori e figli."

Gigliola: "Ora ascoltiamo la testimonianza di uno che per mestiere cerca di trovare le regole del consenso. Quanto contano gli investimenti per un marchio?"

"Lucia Luconi é andata a chiederlo a un esperto in materia, un esperto di marchi e tendenze: Alessandro Canale."

Canale: "Gli investimenti sono importanti ma ci sono anche episodi di marchi nati per caso e adottati dai giovani perché colpivano il loro sentire del momento."

Gigliola: "Questo infantilismo diffuso di cui si parlava prima é dato o é prodotto dal mercato?"

Polla-Mattiot: "L'uno e l'altro. Sicuramente c'é un infantilismo diffuso e il mercato lo coccola, lo vezzeggia e lo incoraggia a restare com'é."

Gigliola: "Grazie a Nicoletta Polla-Mattiot per essere stata con noi. Le sono piaciuti i miei ragazzi?"

Polla-Mattiot: "Molto."


Gigliola: "Brutti antipatici, adesso mi lasciate sola. É l'ultima puntata e io sono piú emozionata che alla prima. Mi dispiace veramente tanto. É finito un periodo bellissimo. Ho conosciuto dei ragazzi che non voglio dire meravigliosi perché non sono speciali, sono come tutti i nostri ragazzi. Dobbiamo veramente dir loro: 'Forza, il mondo é vostro!'."

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