Puntata del 27/04/2006

Gigliola introduce innanzi tutto l'argomento della puntata: il mondo della canzone.
Per l'occasione la rubrica "Il muro parlante" viene sostituita da brani filmati di canzoni tra cui l'immancabile "Non ho l'etá"
Gigliola lascia poi direttamente la scena all'ospite: il cantautore Simone Cristicchi che esegue alla chitarra il suo successo "Studentessa universitaria"
Poi Gigliola domanda: "Studente anche tu lo sei stato?"
Simone: "Si, studente di storia dell'arte a Roma 3. Ho un pessimo ricordo di quell'esperienza... interrotta a metá per una sfiducia e uno svilimento nei confronti della burocrazia dell'universitá che non rispetta assolutamente i ragazzi..."
Gigliola: "Secondo te la musica italiana in questo momento sta funzionando? Ci sono cose nuove, cose interessanti?"
Simone: "Cose interessanti ce ne sono sempre state. Tutto sta nella curiositá di andarsele a cercare. Spesso coincidono con la realtá della musica indipendente. Non tutta la musica é commerciale, non tutta la musica é brutta... Anche commerciale non vuol dire brutto... l'importante é restare fedeli alla propria idea... "

Gigliola: "A te cosa piace? Quali sono i tuoi gusti?"
Simone: "Io sono cresciuto con i cantautori italiani, li reputo dei miei padri... mi hanno insegnato piú di un professore. Ascoltando De André ci si arricchisce... oggi un nuovo De André non verrebbe capito... non verrebbe nemmeno preso in considerazione dall'industria discografica..."
Gigliola: "Non c'é contestazione col passato, quindi?"
Simone: "La contestazione c'é. La canzone su Antonacci era un mio modo di protestare contro un genere preciso: i pedofili musicali. Quelli che vanno incontro ai gusti delle ragazzine e saturano cosí il mercato senza lasciare posto per gli altri. Io non vorrei affatto cantare come Biagio Antonacci. Non si addice alla personalitá di nessuno copiare un altro..."
Gigliola: "Tu sei andato a scuola di musica?"
Simone: "Si, a scuola di canto per tre giorni... la scuola mi é servita come aiuto fisico per la voce... per non andare via col mal di gola dopo un concerto... ma c'era un'omologazione nell'insegnamento che dava un'impostazione rigida, privando la voce delle sue qualitá naturali: espressione, colore, sfumatura...
Simone si congeda dal pubblico eseguendo alla chitarra la bellissima "Mio fratello é figlio unico" di Rino Gaetano

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