L'ultima apparizione in teatro di Gigliola per quanto riguarda l'Italia è la commedia musicale "L'uomo che inventò la televisione" nel 1997. Successivamente Gigliola si è esibita come cantante soprattutto all'estero, fatte salve alcune partecipazioni ad eventi quali ad esempio "Verona United Artists" nel 2009. A 14 anni di distanza però Gigliola prepara un ritorno, anche se per una sola serata, presso il teatro comunale di Gradisca d'Isonzo con un concerto tutto suo e un programma d'eccezione.

Sul posto c'erano (in rigoroso ordine alfabetico) i nostri Angelo, Gianluca, Guido e Pier Giorgio...
Ma lasciamo alle parole di Pier Giorgio e alle foto di Angelo e Guido il compito di raccontarci com'è andata...

Gradisca d'Isonzo, giovedì 15 dicembre 2011

L'aria era bagnata anche se non pioveva ancora. Faceva un po' di freddo anche se l'umidità non faceva capire che temperatura ci fosse.

La porta laterale del Nuovo Teatro Comunale si era aperta dall'interno e il direttore artistico Walter Mramor un goriziano gentile e tenace come la gente giuliana stava ricevendo gli artisti o meglio l'Artista di quella sera: Gigliola Cinquetti!

Lei sorridente, quasi irriconoscibile per la pettinatura da finire sorretta dalle forcine della piega che venivano nascoste da una bombetta in stile “old english” posava volentieri con passanti, fans e accompagnatori, prima di congedarsi per le prove del check-sound del suo concerto “Tuffo al Cuore”.

Dentro un teatro ancora buio, dove sul palco gli orchestrali e il Maestro Valter Sivilotti stavano cominciando a far stridere … gli strumenti, ecco che appare una figura giovane e alta, con un pullover grigio polvere e una cravattina piccola. Riconosco Costantino, il figlio più piccolo… (mt. 1.90) di Gigliola che prende il microfono e comincia a declamare la prima strofa di “Don Giovanni”. Subito vicino gli appare la mamma che con i capelli ancora da sciogliere, vestita con un look maschile molto chick comincia a fraseggiare le note della canzone che aprirà il concerto. Tutto appare come avvolto da un alone di magica poesia teatrale un po' in stile esistenzialista alla francese del noir di Renoir. Si comincia ad assaporare un melange di toni a sfumatura decisa molto invitanti all'ascolto e non ci si accorge che la “nuova inedita coppia Gigliola-Costantino” scivola in “Yesterday” con una disinvoltura e un nonsochè molto intrigante.

Mamma Gigliola attenua con la solita aria rassicurante l'emozione del suo “bambino” che in quel momento sembra ricordare la Gigliola di “Una donna distante”. Poi il coro dell'Ensemble Vocale ArteVoce di Franca Drioli la fa da padrone con tutta l'orchestra dell'Accademia Musicale Naonis che ripassa i pezzi pronti per il concerto.

Alle 21,00 il Teatro è tutto sfavillante di luci che esaltano la nuova ristrutturazione che accentua la sua bellezza classica e curata nei particolari. Uno di quei bei piccoli teatri di cui la provincia italiana andava fiera prima di una crisi terribile che ne ha fatto chiudere molti, ma qui in Friuli Venezia Giulia, anche grazie all'associazione.Artisti Associati di Gorizia, il miracolo di tenerli vivi e addirittura restaurati come questo in Gradisca d'Isonzo è realtà!

La gente, ben vestita, sta facendo la fila per assistere allo spettacolo che in tre giorni ha decretato il tutto esaurito: “Tuffo al Cuore” il ritorno in teatro di una delle voci più conosciute quella di Gigliola Cinquetti, appunto.

Tutto è tranquillo e piacevole, fuori è cominciato a piovere in modo leggero e continuo che fa pensare che non sia mai smesso ma sia provvidenziale per le riserve acquifere dei mesi di siccità. In sala si intravede Lorenzo Pilat, un gigante triestino che parla amichevolmente con tutti coloro che gli rivolgono un saluto. Lui autore de “ La Rosa Nera ”, “Alle Porte del Sole”; “Romatico Blues” e altri pezzi portati al successo da Gigliola è stato puntuale e sta aspettando di vederla là sul palco.

Alle nove e un quarto precise ecco che l'Orchestra all'abbassarsi delle luci comincia a suonare e subito entra con passo vellutato armato di microfono con il filo Costantino e comincia a intonare la prima delle venti canzoni in programma “Don Giovanni”. Alla seconda strofa accolta da un bell' applauso entra la vedette che con tono dolce ma deciso affianca il figliolo destreggiandosi tra le pieghe tortuose di una melodia particolare e moderna che avvolta dalla sua voce diventa morbida e diversa dall'interpretazione che più o meno tutti conoscono di Lucio Battisti stesso. Risultato straordinario, dopo cinque giorni qualcuno di noi la canticchia come un motivetto facile!

“Volare” è in lingua castigliana, dove solo “… nel blu dipinto di blu” è cantato in italiano ma la pronuncia perfetta e la gestualità esaltante la fanno sembrare una canzone con un ritmo veloce e così tempisticamente coinvolgente da dare la sensazione di spiccare il volo! Si passa a “Go” sotto una valanga di applausi e la melodia diventa così bella da far sognare quel prato verde e cristallino su cui ha detto “Sì!”. “Giovane vecchio cuore” sta a Gigliola come il pensiero si sposa alla poesia e di qui si va in Francia con una riflessione di Gigliola molto profonda e veritiera. Il ritmo cambia tono con una canzone “Ciquitita” degli Abba che Ola interpreta in maniera personale sorretta da un coro meraviglioso diretto da una bravissima Franca Drioli.

Poi il pezzo forte: “Marionetta” una canzone che da sola vale un disco, registrata la prima volta con la Banda della Città di Milano da un pezzo classico arrangiato dal Maestro Renato Angiolini su parole della stessa Gigliola, secondo il mio punto di vista con questa interpretazione la Cinquetti ha superato sé stessa raggiungendo note impensabili con una voce sicurissima e temprata, qualcuno si è commosso! Seguono i pezzi classici del suo repertorio “Dio come ti amo”, “Alle porte del sole”, “Quelli erano i giorni” veramente nelle sue corde, arrivando a una “Rosa Nera” molto nuova che non diventa veramente mai nera, per essere investita da “ La Pioggia ” che non bagnava niente e nessuno tanto alto volava l'amore del pubblico verso di Lei!

A “Non ho l'età” va fatta la solita esclamazione! Forse che tutti aspettassero quella?! Non credo anche se reinterpretarla con il fraseggio lungo di una volta riarrangiata da Valter Sivilotti più di qualcuno l'ha trovata diversamente bellissima.

Ed eccoci a “Yesterday” in duetto con Costantino che viene pubblicamente presentato con tutto l'affetto che solo una mamma può avere, il suo sogno di architetto si è realizzato!

“Chiamalo amore” è un inno a non dimenticarsi dell'amore e ci sta tutto come “Abbassando” che fa sentire il caffè nella pancia troppo vuota per essere salutare ma la versione di Gigliola non ha Avion Travel o Nada Malanima che tengano.

E c'è un pezzo di Giorgio Faletti corto ma incisivo come i suoi romanzi “Rosa rosae” che fa pensare al latino, a un amore perseverante e anelante per colpire fino in fondo!

La magia di rapimento scuote la sala con la dolcezza di “La donna cannone” che tutti abbiamo creduto volasse in teatro! “The Winner takes it all” concedetemelo, è stata una vera chicca, con quel fraseggio declamato così diverso dalla versione degli Abba per sfociare nel grido di esaltazione del vincitore di tutto, Gigliola è rimasta estasiata anche dalla versione molto ritmata offerta da Meryl Streep in “Mamma Mia!”. Si arriva a un pezzo di Paolo Conte “Il Maestro è nell'anima” già offerto durante una fortunata tournèe in Giappone ma qui la coralità si fonde tra l'Ensemble e l'Orchestra Naonis a tal punto che i bis e il seguito sono un tutt'uno per sfociare nel pensiero di una società intelligente ed evoluta che ha come motto “ La Marsigliese ”. E chi la vuole far smettere?! Ma Gigliola attacca senza pausa “Prima del temporale” che dovrebbe annoverare un plauso particolare verso la Cinquetti da parte degli autori Luigi Schiavone ed Enrico Ruggeri. E poi i fiori e tanti gridi di giubilo, e il pubblico acclamante in piedi a intonare il nome di Gigliola scandendolo a gran voce. Un grazie a tutti, agli organizzatori, al Maestro Sivilotti e a tutta l'orchestra nonché al Coro di Franca Drioli e al marito Luciano Teodori autore dei testi parlati e della scelta dei brani nonché all'esordiente Costantino che senza scomporsi ha ringraziato a fianco della grande mamma.

Gigliola visibilmente provata da tanta gioia era stanca, felice ed emozionata come in quel Sanremo famoso!

…. alla prossima volta….

Pier Giorgio


Walter Mramor e Valter Sivilotti

Franca Drioli e Walter Mramor

 

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